Intensi, plastici, luminosi. Una sofisticata ed elegante mescolanza di elementi segna la costante dei lavori di Antonia Covarrubias, la sperimentazione ne è il tratto caratteristico dietro il quale è possibile scorgere lo spessore del pensiero e della ricerca.
La materia pittorica stabilisce gli spazi sovrapponendosi in strati sul supporto, e il supporto stesso è un elemento che lascia il segno sull’opera; che si tratti di tela, di vetro o di carta la resa plastica cambia di opera in opera, come la luce nell’arco della giornata .
Non a caso, la luce è un elemento fondamentale in questa giovane artista che ama dipingere en plein air e a tratti sembra contemplarla a occhi socchiusi e restituirne il riflesso e la vibrazione.
Con grande poesia, si avvertono nella sua pittura luminosità di estati assolate, colori come velature leggere che separano gli elementi di ispirazione naturalistica, presenti o semplicemente accennati, lasciati intuire come degli echi del mondo sensibile.
Altre volte, il dato di realtà sembra scomparire – quasi – del tutto, le forme sono ingrandite, realizzate con larghe pennellate e vengono liquefatte in una visione contemplativa, mentre il profondo legame con gli elementi ritorna in un dettaglio, un volto, una forma.
L’impasto denso si alleggerisce in talune opere, verso un segno essenziale che mantiene inalterata la forza dell’espressione cromatica e le possibilità emozionali della materia, e apre a nuove possibilità di ricognizione, nel segno della leggerezza.
Una levità che è il tratto caratteristico di questa artista, una levità che procede però con passo sicuro tra gli elementi naturali, dall’oceano di El Viejo y el Mar alle ombre di Quebrada del Agua, e tra le emozioni dell’animo umano.

Cristina Danese

Cristina Danese